sabato 8 giugno 2019

15. La chiesa di San Giovanni Battista


LA CHIESA DI SAN GIOVANNI BATTISTA EXTRAMUROS

Nel 1595 arrivarono ad Alghero i frati Cappuccini. I frati si attivarono per ottenere un terreno e i fondi per l’edificazione delle strutture necessarie alla loro permanenza. Pare che i lavori per la costruzione della chiesa e del convento, siano iniziati intorno al 1600 per concludersi entro il 1605.
Le strutture sorgevano sul colle di San Giovanni e vi rimasero fino al 1718. Nel 1718 furono demolite dal cannone per paura che potessero diventare un luogo utile ai nemici di Filippo V di Spagna che voleva riprendersi la Sardegna già assegnata ai Savoia.
Al loro posto, sul Colle di san Giovanni, nella seconda metà del 1800 fu edificato l’attuale carcere della città di Alghero.
I frati espropriati dei loro edifici si attivarono e nel 1722 ottennero la cappella gentilizia del nobile algherese don Carlos Martì Boyl morto nel 1682. La cappella può essere datata prima del 1656 ed era dedicata a Santa Rosalia di Palermo in quanto il nobiluomo aveva abitato a Palermo per un certo periodo.



Descriviamo brevemente la chiesa, chiusa ormai da diversi anni.
Sul lato sinistro dell’edificio si addossa un portico  con le arcate tamponate, tramite il quale si accede all’ex convento dei Frati Cappuccini, che oggi è inglobato nel Quarter Sayal. All’interno troviamo una navata, coperta da volta a botte lunettata, dove si aprono due cappelle simmetriche: una a destra non più accessibile da quando, in tempi non lontani, fu incorporata da privati nell’attiguo edificio e l’altra a sinistra.
L'altare maggiore è realizzato in stucco marmorizzato policromo e ospita l’ottocentesca statua lignea policroma di San Giovanni Battista.
La pila di  marmo che si vede nei pressi dell’ingresso, con figuretta in rilievo di S. Rosalia risale alla metà del Settecento e ricorda l'originaria denominazione della chiesa.

La descrizione della chiesa è tratta da: Antonio Serra - Le chiese campestri di Alghero.

Nel maggio-giugno 2014 sulla facciata della chiesa è stata allestita una impalcatura per restauri che è stata rimossa nel 2018. Nel frattempo la palma di sinistra si è ammalata e si sta seccando. Ad oggi (giugno 2019) le palme si sono seccate tutte a causa del punteruolo rosso.

LA FESTA DI SAN GIOVANNI EVANGELISTA - I COBLES

In conclusione della ricerca non posso tralasciare di accennare ad un'altra festa di San Giovanni che ad Alghero si svolgeva il 6 maggio con grande solennità nei secoli tra il 1400 e il 1800 e che spesso viene confusa con la ricorrenza del 24 giugno. In realtà il 6 maggio si ricordava San Giovanni Evangelista che, secondo gli algheresi, aveva aiutato la città a sconfiggere i sassaresi e il Visconte di Narbona, i quali tentavano di scacciare da Alghero i catalano-aragonesi. Il fatto è avvenuto il 6 maggio 1412. Il 6 maggio è il giorno del martirio di San Giovanni Evangelista che, messo nell'olio bollente a Roma nei pressi della Porta Latina, si salvò e morì molti anni dopo, il 27 dicembre, giorno della festività del santo.
Il 6 maggio fu per diversi secoli celebrato dagli algheresi che in quell'occasione cantavano i Cobles. La festa fu infine abolita perché rinfocolava antichi attriti fra algheresi e sassaresi e talvolta generava scontri come riportato da Alberto della Marmora e dal canonico Angius. Il canonico Angius afferma che la ricorrenza nella prima metà dell'Ottocento manteneva "solo quello che era puramente religioso nella memoria di quella vittoria".
Come si può vedere dai documenti dell'Archivio Storico di Alghero le spese sostenute per la festa di San Giovanni "Ante Portam Latina" erano a carico del comune.

Antonio Serra – Le chiese campestri di Alghero

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