sabato 8 giugno 2019

4. L'albero della cuccagna



Secondo James Frazer* l’albero della cuccagna è collegato ai culti arborei della fertilità che si svolgevano in primavera presso popolazioni di origine celtica.

In antichità i Celti appendevano all’albero consacrato alcune focacce (kuchen) come offerta agli dei. Attorno all’albero sacro si festeggiavano anche i due solstizi. Nei paesi anglosassoni c’è la tradizione del maypole (palo di maggio) il lungo tronco di un albero ornato in vari modi e talvolta corredato di lunghi nastri che alcune fanciulle tengono in mano danzando.
L’arrampicata all’albero della cuccagna che è molto alto non è priva di rischi, oltre ad essere quasi impossibile se eseguita individualmente. Infatti il palo è privo di appigli ed è cosparso di sostanze vischiose.



Franco Ceravola ricorda che ad Alghero i concorrenti si arrampicavano uno alla volta talvolta aiutandosi con una corda legata ad una tavoletta.
Indubbiamente era uno spettacolo divertente e coinvolgente. Chi arrivava in cima prendeva tutto quanto vi era stato appeso. In tempi di ristrettezze come quello del dopoguerra era senz’altro una bella vincita.
Pare che i pali provenissero da Porto Torres e che fossero in realtà alberi di grandi barche alti almeno 5-6 metri e più. Venivano cosparsi di grassi naturali o di pece.

* James Frazer – Il ramo d'oro

In seguito si usò anche olio per macchine. In cima si collocava un cerchione di bicicletta e lì venivano legati i “premi” tra i quali figurava sempre una gallina viva legata per le zampe, con la testa all’ingiù.
Alla base si disponevano almeno tre ragazzi che facevano da appoggio. Da lì partiva colui che doveva tentare l’arrampicata che diventava possibile solo dopo molte prove, quando le sostanze grasse erano state asportate. La vincita veniva divisa tra i membri del gruppo che avevano così modo di festeggiare alla grande.

Nelle regioni d’Oltralpe era d’uso innalzare accanto al falò un albero della cuccagna: entrambi venivano benedetti dal prete. In alcune località la salita sull’albero e l’accensione del falò, erano effettuate non solo il 24 giugno, ma anche il 1 maggio.


Il canonico Angius riporta una curiosa usanza di Gadòni, il gioco del pennone, che caratterizzava la festa di S. Marta il 29 luglio e che ricorda l’albero della cuccagna che in quel periodo non era presente in nessun paese.

« Il pennone è una lunga trave piantata verticalmente con una grande corona di frasche di castagno pendente orizzontalmente dalla cima, e tutta carica di pani, galline, forme di cacio, capretti e agnelli. Si gareggia con gli archibugi e bisogna staccare i premi con la palla. In breve il cerchio resta alleggerito del peso ».


Questa immagine mostra il maypole, il palo di maggio, di tradizione nord-europea. 
Secondo James Frazer l'albero della cuccagna è collegato al maypole.

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